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Si narra che un giorno di giugno Persefone, figlia di Zeus e della dea della Terra, mentre coglieva fiori fu rapita daAde, dio degli inferi, che volle farla sua sposa.Quando la madre Demetravenne a sapere che la figlia avrebbe trascorso il resto dell’esistenza nel mondo sotterraneo si disperò e corse a chiedere aiuto a Zeus, che però incoraggiòl’unione della ragazza che sarebbe diventata regina.

Demetra in preda al dolore decise di non occuparsi più della Terra. A quel punto Zeus, preoccupato della morte delle creature, convinse Ade a lasciar tornare Persefone per almeno sei mesi ogni anno.

Così fu e leggenda vuole che, quando la regina ritorna sulla terra,sbocciano i Papaveri,che con il loro colore rosso ricordano alla dea la passione dello sposo che l’aspetta negli inferi, e germoglia il Grano, emblema della primavera.

Per i Greci, Demetra era anche la “dea dei papaveri”: “Nelle mani reggeva fasci di grano e papaveri”.
Nel linguaggio dei fiori, il Papavero ha il significato generico di orgoglio, ma anche di semplicità e di fedeltà. Anticamente era il simbolo del sonno che conduce all’oblio, alla morte spirituale, con un nuovo inizio al risveglio.

Il Papavero rosso, invece, evoca immagini più solari e potenti, tant’è che spesso è definito il fiore delle figure autorevoli. Questa tradizione risale alla leggenda legata a Tarquinio il Superbo, uno dei 7 re di Roma, che, per insegnare al figlio il metodo migliore con cui impossessarsi della città di Gibo, fece tagliare i papaveri dal gambo più alto per dimostrargli che si dovevano abbattere prima le persone di più alto rango e le cariche più importanti e potenti per poter raggiungere l’obiettivo.

Allo stesso modo, si narra che l’imperatore mongolo Gengis Khanspargesse sui campi di battaglia semi di papavero che teneva nelle proprie tasche, per onorare i caduti in battaglia, sia i suoi che quelli avversari.

Il Grano, invece,  è simbolo di rinascita, segno di speranza e di futuro. La spiga di grano è emblema della primavera, della natura che si risveglia, che vince il buio e l’immobilità dell’inverno e dunque la morte.Il cereale, infatti, prima di nascere in primavera resta sepolto sotto terra. Rappresenta l’analogia del passaggio dell’anima dall’ombra alla luce.

Grano dono di Dio, simbolo abbondanza, ricompensa al lavoro e pace.

Per noi, “Papaveri e Grano” rappresenta un forte legame, una lunga amicizia ed una promessa di tanti anni or sono …Dopo mille peripezie e tante difficoltà, eccoci ….

Accomunati dall’orgoglio di appartenere a una meravigliosa Terra, ricca di valori e tradizioni e da sempre sinonimo di calorosa accoglienza e maestria nell’ospitalità, siamo ancora più orgogliosi di poter trasmettere tutto questo a chi sceglierà di venire a trovarci.

E così, come il grano simboleggia la rinascita, Papaveri e Grano è per noi un nuovo inizio e sarà una rinascita ogni volta che avremo la possibilità di accogliere un Ospite e di farlo sentire “calorosamente a casa”.

 

Barbara, Fausto, Stefano e Monica

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“Papaveri e Grano”

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Sardinia Italy

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